martedì 1 marzo 2011

L'estrema sintesi (aforisma 62)

L'unica difesa è non sospendere, mai, l'incredulità. (Leonardo Bottiglieri, 19 febbraio 2011)

L'estrema sintesi (aforisma 61)

In Italia la pedina non "mangia" la dama. (Leonardo Bottiglieri, 14 febbraio 2011)

L'estrema sintesi (aforisma 60)

Le pietre lanciate negli stagni servono solo a muovere la melma e ad aumentare i miasmi. (Leonardo Bottiglieri, 13 febbraio 2011)

L'estrema sintesi (aforisma 59)

Gesù è morto. Ponzio Pilato così come Barabba sono arrivati fino a noi per discendenza. Oggi questi "signori" ci vogliono far credere che siamo liberi, civili, democratici e questo perchè, semplicemente, è scritto sulla carta. (Leonardo Bottiglieri, 12 febbraio 2011)

L'estrema sintesi (aforisma 58)

Povero colui che non ha farina nel proprio sacco. (Leonardo Bottiglieri, 12 febbraio 2011)

domenica 6 febbraio 2011

L'estrema sintesi (aforisma 57)

L'uomo dovrebbe, sempre, tendere al bene assoluto, ma dovendo scegliere può optare per il male minore. (Leonardo Bottiglieri, 06 febbraio 2011)

Autonomia e discrezionalità

In Italia c'è chi invoca l'autonomia per continuare ad esercitare, indisturbato, la discrezionalità. (Leonardo Bottiglieri, 06 febbraio 2011)

La repubblica democratica

L'Italia è l'unico paese al mondo dove la locuzione latina "ignorantia legis non excusat" non può trovare applicazione essendo il diritto ostaggio di una certa nomenclatura e quindi, opportunisticamente, mutevole. La certezza del diritto è condizione indispensabile affinchè una repubblica democratica possa essere considerata tale. (Leonardo Bottiglieri, 06 febbraio 2011)

Remake

L'Italia, tutta, è preda di suggestioni contrapposte. Il bene ed il male sono perfettamente distinti. Sembra di assistere al remake dell'esorcista. La regia, affidata alla solita nomenclatura, è perfetta; peccato che gli attori siano dei veri “cani”. (Leonardo Bottiglieri, 06 febbraio 2011)


mercoledì 26 gennaio 2011

L’estrema sintesi (aforisma 56)

Verità: parola sublime in rima con fragilità, vetrai è un suo anagramma ed a loro dovrebbe essere affidata. (Leonardo Bottiglieri, 26 gennaio 2011)




L’estrema sintesi (aforisma 55)

Io sono tra quelli che non possono scagliare la “prima pietra” e volutamente non tireranno le successive, come sono sicuro che non sarò mai il “primo”, della lista, a riceverle (sempre salvo “intercessioni”). (Leonardo Bottiglieri, 19 gennaio 2011)



L’estrema sintesi (aforisma 54)

L’altrui temerarietà, se non addirittura l’ “insania”, giovano, oltremodo, al mediocre che non riconosce in esse le fonti del progresso civile. (Leonardo Bottiglieri, 16 gennaio 2011)




giovedì 30 dicembre 2010

L'estrema sintesi (aforisma 53)

Il "niente" di alcuni è il "tanto" di molti. (Leonardo Bottiglieri, 29 dicembre 2010)

Così fan tutti

Un sereno Natale ed un prospero 2011 a tutti coloro che ne hanno bisogno, al resto: continuate così! (Leonardo Bottiglieri, 24 dicembre 2010)

L'estrema sintesi (aforisma 52)

Alla chimica, nobile scienza dell'intelletto, preferisco la fisica, prosaica e maleodorante ... natura. (Leonardo Bottiglieri, 16 dicembre 2010)

martedì 30 novembre 2010

L’estrema sintesi (aforisma 51)

In un mondo di gnomi basta poco per risultare fuori misura. (Leonardo Bottiglieri, 30 novembre 2010)

mercoledì 13 ottobre 2010

L'estrema sintesi (aforisma 50)

L'uso del contagocce è il metodo più efficace per "somministrare" la verità e tenere in "vita" una notizia. (Leonardo Bottiglieri, 13 ottobre 2010)

venerdì 8 ottobre 2010

L’estrema sintesi (aforisma 49)

Il “nostro” paese è come un sottomarino a compartimenti stagni e noi siamo quelli che nuotano in mare aperto. Il problema non è salire a bordo, ma farlo affondare. (Leonardo Bottiglieri, 08 ottobre 2010)

domenica 26 settembre 2010

GF: la casa più chiacchierata del mondo

Sarei tentato dall’esprimere il mio pensiero, in maniera sintetica e scurrile, affidandolo ad una locuzione molto cara al direttore del TG4, Emilio Fede, ma preferisco evitare perché, lasciarsi andare a certe tentazioni, potrebbe svilire il valore e l’importanza dei fatti. Malgrado gli innumerevoli: «ma chi se ne frega della casa di Montecarlo!», dichiarati a destra e a manca per ignoranza o bieco opportunismo, ci sono tutti gli elementi per poter pensare che l’appartamento, in Boulevard Princesse Charlotte n. 14, possa essere la punta emersa di un iceberg. Personalmente, senza fare dietrologia e rimanendo ancorato ai fatti, ritengo che tutta questa storia sia orfana delle dovute “pezze d’appoggio” e cioè di tutti quegli “atti” che giustifichino, in maniera inequivocabile, il perché di una scelta, a dir poco, discutibile. Un modus operandi apparentemente da sprovveduto, ma che invece dimostra come certe operazioni sono, da sempre, la strada maestra di chi si crede più furbo. Nel caso specifico sono stati commessi errori grossolani e tipici di chi pensa che il proprio “ruolo” lo renda inattaccabile, se non addirittura “invincibile”. Visioni di chi perde il contatto con la realtà proiettandosi nell’ultraterreno. C’è un detto che recita: «Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei». Sembrerebbe che, chi ha agito, sia stato spinto da un desiderio incontrollato di emulazione, il discepolo che supera il maestro. Il ventaglio di ipotesi è vasto e variegato, come potrebbe darsi che sia solo un “uomo” che ha smarrito la propria identità ed è in balia di qualcosa o di qualcuno. In ogni caso non può assolutamente ricoprire il ruolo istituzionale che occupa, sarebbe un controsenso continuare a svolgere una funzione così importante dopo le ammissioni fatte in video. Questa è una storia che viene da lontano, forse, dal secolo XIX (leggasi decimonono).

venerdì 24 settembre 2010

Storia di un divorzio mai annunciato

E’ preferibile un’acqua di Colonia ad un Profumo troppo “forte”, così potremmo riassumere quanto sembrerebbe sia successo, alla Unicredit, in questi ultimi giorni. Un fulmine a ciel sereno. Adesso tutti a chiedersi: «Perché l’amministratore delegato della più grande banca italiana, seconda in Europa, viene “sollevato” dal suo incarico?» Una cosa è certa: è stato mandato via! La riprova è la sua sostanziosa buonuscita che, ampiamente prevista contrattualmente, non percepirebbe se si fosse dimesso. Quindi nulla di scandaloso, ma tutto secondo logiche tipiche di un certo “mondo”. Alla luce anche di quanto è successo negli U.S.A., mi chiedo: quali sono i criteri per stilare la classifica dei banchieri più “meritevoli”? Non ho una risposta, ma la fantasia mi proietta immagini, forse, scontate e legate a luoghi comuni. Certe posizioni non si ricoprono se non per volere altrui. Un lavoro comunque impegnativo, quello dell’amministratore delegato, vista la mole del colosso bancario, con la sua presenza capillare sul territorio e la capacità di “rastrellare” denaro. Questo “divorzio” lascia dei dubbi e, tra questi, si potrebbe anche ipotizzare che, forse, Alessandro Profumo non avesse più il desiderio di continuare una sfida già, ampiamente, vinta e che abbia creato, ad hoc, le condizioni per poterne “uscire”, nel migliore dei modi. Autore, interprete e regista di un addio voluto. Certo, gli “ingredienti” per poter attribuire all’uno o all’altro azionista la “cacciata” ci sono e credo che la Lega stia, da par suo, accettando di buon grado questa responsabilità che alla lunga le farà aumentare il consenso nei “suoi” territori. C’è chi ancora non ha capito che di certa pubblicità, apparentemente negativa, la Lega ne sa fare virtù. In questo momento i “cultori”, del totoscommesse, sono già a lavoro per pronosticare la futura “occupazione” di Alessandro Profumo, addirittura c’è chi lo vede alla guida del maggior partito politico di opposizione, immagino l’esclamazione di Piero Fassino: «Abbiamo una banca e adesso abbiamo anche il banchiere!»